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Tecnofobia: la paura delle nuove tecnologie (di Daniela Palmisano)

Ho un nonno di 100 anni che utilizza abbastanza bene il cellulare, a parte quando se lo infila in tasca e involontariamente fa partire la chiamata di soccorso, e dei genitori che videochiamano i loro nipoti ogni giorno. Ma non per tutti è così semplice adeguarsi alle nuove tecnologie.

Si chiama tecnofobia ed è la paura delle nuove tecnologie; se ne parla dagli anni '70 e Larry Rosen ne è uno dei maggiori studiosi. E' stata definita come l'ansia per le interazioni presenti o future con le nuove tecnologie, caratterizzata da atteggiamenti negativi nei confronti dei computer, del loro funzionamento o del loro impatto sociale, e da pensieri negativi specifici o dialoghi interni autocritici durante l'interazione o quando si considera l'utilizzo futuro.

Sono stati individuati tre tipi di tecnofobici:

Uncomfortable users: persone leggermente ansiose nell’utilizzo della tecnologia poiché non si trovano particolarmente a proprio agio;

Cognitive computerphobes: persone che appaiono calme e rilassate, ma internamente si sentono inadeguati all'utilizzo delle nuove tecnologie. Tale insicurezza incide sui risultati finali d'utilizzo;

Anxious computerphobes: persone che manifestano la tipica sintomatologia ansiosa anche solo al pensiero di utilizzare le nuove tecnologie.

Una ricerca, condotta presso l'università di Baylor nel 2018, ha evidenziato come la tecnofobia colpisca maggiormente le persone meno istruite e che tali paure siano legate al timore che le nuove tecnologie possano essere la causa della perdita del posto di lavoro. Da qui, una serie di studi identifica la genesi della tecnofobia ben prima dell’arrivo delle nuove tecnologie. L'automatizzazione, infatti, ha sempre suscitato paure poiché la tecnologia potrebbe ridurre il personale o alterare la società. Da questi timori sono nate comunità, quali Luddisti prima e Amish in seguito, che rifiutano la tecnologia a livello collettivo. Quindi la tecnofobia da individuale può diventare un problema sociale. Per tale motivo diventa importante la prevenzione per dissipare il più possibile l'ignoranza tecnologica e anticipare l'evolversi di falsi miti a riguardo.


Bibliografia:

Rosen, LD and Maguire, P (1990), “Myths and realities of computerphobia: a meta-analysis”, Anxiety Research, 3:175-91;


Rosen LD, Sears DC and Weil MM (1993), “Treating technophobia: a longitudinal evaluation of the computerphobia reduction program”, Computers in Human Behaviour, 9: 27-50;


McClure PK (2018) ““You’re Fired,” Says the Robot: The Rise of Automation in the Workplace, Technophobes, and Fears of Unemployment”, Social Science Computer Review, 36(2):139-156.



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