• alessiafurno

“Parlare di sessualità ai bambini da dietro uno schermo, è possibile?” (di Alessandra Leone)

Da alcuni anni, insieme ad una collega, mi occupo di gestire diversi laboratori nelle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado del paese in cui abito. Da un paio ci occupiamo di sessualità e affettività con le classi quinte della primaria. Il laboratorio è veramente stimolante, denso e, ne sono fermamente convinta, utile. I bambini, inizialmente “vergognosi", dimostrano curiosità, interesse, grandi capacità di confronto e gestione delle emozioni. Superato l'imbarazzo iniziale, maschi e femmine dimostrano di sapersi confrontare e di provare ad immedesimarsi nell'altro, tentando di intuirne lo “stare” e il “sentire” di un corpo che cresce. Il disagio iniziale, lascia il posto a: curiosità, domande pertinenti, risate per alleggerire i contenuti più imbarazzanti e distanti dalla loro fase di vita e, seguendo il motto che accompagna i nostri incontri, “lasciare il laboratorio con tante domande, ma un po’ meno confusione di quando abbiamo iniziato".La parte che funziona, insieme ad un buona intesa nella conduzione, è la possibilità di “stare nelle emozioni” con i bambini. In presenza è facile notare messaggi non verbali che rimandano a disagi non espressi, è possibile, con il corpo, il tono della voce…, rispondere a tali messaggi e favorire quella partecipazione serena che è una delle condizioni di un incontro ben riuscito.L'attuale situazione ha interrotto tutto ciò. I ragazzi, sospese lezioni in presenza, hanno interrotto tutte le attività laboratoriali, lasciando incompleti anche i nostri incontri. Con molti non è stato possibile terminare il percorso iniziato, ma con una classe, grazie all'aiuto e all'intraprendenza della loro insegnante, abbiamo realizzato il laboratorio tramite video-incontri.Titubanti ed emozionate, abbiamo condotto gli incontri divise da uno schermo. Fissate le regole di base, che ci aiutassero a gestire i turni di parola ed eventuali comunicazioni di servizio, abbiamo proposto gli incontri dividendo il gruppo classe a metà. Abbiamo eliminato i giochi di presentazione e il setting a cerchio, abbiamo eliminato i materiali da costruire insieme come i cartelloni… temevamo che a furia di eliminare e ridurre, venissero meno anche interesse ed emozioni.Così non sembra accadere. I ragazzi sono riusciti a partecipare, ponendo domande, rispondendo alle nostre, sono riusciti a dirci come stavano e, nonostante i problemi di connessione, ci hanno mostrato le loro reazioni silenziose. È stimolante osservare la loro attenzione che si accende dietro uno sguardo quando si parla di organi genitali, così come i sorrisi che si allargano quando ci si proietta a pensarsi mamme con un bimbo nella pancia. La parte da comprendere è come i ragazzi si sono sentiti gli uni in relazione agli altri. Spesso , in presenza, chi è in difficoltà, riceve sostegno e vicinanza, anche non verbale, dagli amichetti. Ci sono sguardi di intesa a condivisione delle difficoltà legate, ad esempio, alle mestruazioni o di curiosa complicità quando si parla della meccanica dell'amore. Non so quanto questo sia stato percepito e quanto sia stato possibile. L’isolamento sembra accentuato anche dalle finestrelle che, sullo schermo, separano le stanze in cui i ragazzi seguono l'incontro. Questa cosa la chiederemo a loro. Cio’ che è successo, almeno in un caso, è che, pur da dietro uno schermo, pur con il microfono che “andava e veniva" una bambina si è commossa per “l'amore che deve essere bello e pulito e non come quello dei film". Sono arrivate le lacrime che raccontano della difficoltà di tenere insieme informazioni che, probabilmente, non stavano tanto bene insieme a quelle ricevute sino a quel momento. Lacrime di confusione e forse di sfogo per aver ascoltato argomenti che sollecitano e che, per alcuni, erano nuovi, almeno nella modalità comunicativa con cui sono stati trattati. Le lacrime, con l'aiuto di tutti, sono state asciugate. Come hanno vissuto questa esperienza? Come elaboreranno i contenuti e le sensazioni provate? Com'è “arrivato” il tema della sessualità trattato da dietro uno schermo? Questi gli interrogativi a cui bisognerà tentare di dare risposta.




42 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

©2020 ONLIFE BLOG.
Tutti i diritti riservati.