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La libertà virtuale (di Irina Dal Santo)

Aggiornato il: apr 26

Vogliamo celebrare la Festa di Liberazione dal nemico della Patria di ieri? Vogliamo render doveroso tributo agli eroi della Resistenza, persone ordinarie dai gesti straordinari?

“L'Italia ha bisogno, oggi più che mai, di speranza, di unità, di radici che sappiano offrire la forza e la tenacia per poter scorgere un orizzonte di liberazione. Il 25 aprile arriva con una preziosa puntualità. Arrivano le partigiane e i partigiani, il valore altissimo della loro memoria. L'ANPI chiama il Paese intero a celebrarlo come una risorsa di rinascita. Di sana e robusta rinascita. Quest' anno non potremo scendere in piazza ma non ci fermeremo”…

Così l’ANPI, l’associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ha invitato associazioni, sindacati, partiti, movimenti e tutti coloro che si riconoscono nei valori e principi della Resistenza, dunque della democrazia e della Costituzione, a partecipare ai festeggiamenti. Non possiamo scendere in piazza, non secondo il significato più convenzionale, perché il lockdown non ce lo consente.

Nella lotta al nemico di oggi, accogliamo di buon grado di limitare le nostre libertà individuali e per la prima volta, la piazza in cui commemoriamo non è uno spazio fisico, reale, ma esclusivamente virtuale.

La nostra partecipazione alla manifestazione “25 Aprile 2020 – Io resto Libero” e agli eventi celebrativi in programma per questa giornata è infatti, alla diretta streaming su Facebook, Instagram e su molti altri siti, mediante l’utilizzo delle tecnologie digitali.

In questa accezione, relativa all’utilizzo di strumenti informatici, il virtuale garantisce a chi li possiede e ne sappia disporre, una possibilità di adesione, uno spazio di libertà, di movimento e di condivisone con la comunità, che oggi altrimenti non sarebbero concretamente realizzabili, se non nella modalità flash mob su balcone, chiaramente molto differente e non confrontabile con l’alternativa tecnologica.

Nella piazza virtuale, il centro attorno a cui ci raccogliamo ed aggreghiamo è rappresentato dai principi della Resistenza quali la libertà, la democrazia, la solidarietà ma anche la partecipazione, il dialogo e l'incontro, in modo simbolico, ma realistico. Di fatto, con la nostra persona restiamo dove siamo, ma con la tecnologia in nostro soccorso ci trasportiamo, come se, fossimo lì.

La piazza virtuale alternativa a quella reale, ma non in contrapposizione, si colloca nel tempo e nello spazio sospeso delle nostre giornate di questo periodo, in cui il confine dell’essere online, connessi alla rete, e offline, nella vita reale, si sfuma, ancor più di quanto già non facesse prima, proiettandoci nella dimensione ibrida onlife (Floridi, 2013) .

Perciò onlife, ci ritroviamo come se fossimo lì in piazza a festeggiare, oggi ed anche allora, e ci confrontiamo col fatto che la nostra piazza virtuale è anche potenziale cioè, in un’altra accezione dell’aggettivo virtuale, una dimensione che potrebbe essere, ma ancora non è, concretizzata nella realtà vera e propria.

Perché la condivisione ed il rispetto per i valori della Resistenza e della Liberazione è anche un ideale, cioè qualcosa a cui tendere che non è mai pienamente raggiunto, ma per cui vale la pena volere e sapere lottare sempre, offline, online, onlife, negli e attraverso gli spazi potenziali e virtuali di libertà tecnologica e digitale, che non va mai dato per scontato ci siano del tutto e per tutti.

Sitografia

www.anpi.it

https://www.repubblica.it/dossier/tecnologia/onlife/2019/09/29/news/repubblica_onlife_luciano_floridi-237286128/




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